Telefoni Vintage

telefono vintageQuando nessuno aveva ancora sentito parlare di cordless e cellulari, il telefono era un oggetto quasi autoritario, non solo perché grosso e severo, ma addirittura perché in molte case l’unico a cui era permesso maneggiarlo era il capofamiglia. Costruiti in materiali plastici come la bachelite, ci raccontano di atmosfere fumose, di carte e matite, si accostano alla perfezione con coevi ventilatori, penne stilografiche e articoli da scrivania, fin quasi ad evocare la redazione del film “Prima Pagina”.

Questi telefoni sono in genere neri, e da tavolo; parte della memoria collettiva sono anche quelli da parete, mentre i più giocosi cercheranno un telefono rosso. Veramente scappati da altri tempi sembrano i telefoni verdolini…o dell’ineffabile “grigio sip” che i ventenni non hanno mai conosciuto. Inutile aggiungere che nessuno di questi apparecchi aveva i tasti…e i negozi proponevano, come accade in “Colazione da Tiffany” una specie di bastoncino più o meno ricco e decorato per comporre i numeri senza rovinare la manicure.

Risalendo ancor più indietro nel tempo, fino agli anni trenta e quaranta, i “telefoni bianchi”, candidi appunto per colore e spesso con dettagli metallici, diedero addirittura il nome ad un tipo di cinema, identificato con film sentimentali ambientati in ambiti sociali abbienti, dove la diva di turno si lasciava languidamente cadere tra i cuscini sul letto o sul divano, e si portava all’orecchio la cornetta bianca.

Se c’è una caratteristica che accomuna i telefoni vintage è il peso: erano davvero molto pesanti, tanto che sulle scrivanie non era raro fungessero da fermacarte.

Cominciavano ad alleggerirsi negli anni ottanta, quando andarono di moda apparecchi coloratissimi che sono già modernariato: quasi un ultimo guizzo finale dei telefoni fissi, prima della definitiva affermazione dei cellulari.

No Comments

Post A Comment