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Tempo fa, una rivista di arredamento dedicò una serie di articoli alla ripresa di servizi che i rotocalchi degli anni sessanta e settanta dedicavano alle case dei personaggi noti. Nei salotti e nei soggiorni anni sessanta, anche se appunto appartenenti a persone che godevano di una felice situazione economica, si notava ancora l’inserimento del televisore come oggetto di lusso, praticamente uno status symbol per pochi. Negli anni settanta, invece, di pari passo con la capillare diffusione degli schermi domestici, si intuiva invece la necessità dell’oggetto tv, ormai dato per scontato per rimanere informati e in collegamento, per così dire, col mondo. Processi che la tecnologia subisce spesso, così come gli oggetti tecnologici possono divenire interessanti per i cultori, essere appunto considerati non vecchi ma vintage. Per i televisori, come per le radio, esiste tutto un mercato di pezzi di ricambio d’epoca, valvole e quant’altro per chi vuol far funzionare apparecchi d’epoca; nel contempo, nelle linee dei televisori, molto prima degli schermi ultrapiatti di oggi, si vedono cambiamenti del gusto e diktat della moda. |
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